Una rata del prestito che inizialmente sembrava sostenibile può diventare difficile da gestire nel corso del tempo. Basta un cambiamento lavorativo, un aumento delle spese familiari, l’arrivo di nuovi figli, una pensione più bassa del previsto o semplicemente un aumento del costo della vita per mettere sotto pressione il bilancio mensile a causa di quella che ora è una rata troppo alta.
La buona notizia è che una rata troppo elevata non significa necessariamente essere destinati all’insolvenza. In molti casi esistono strumenti che permettono di alleggerire l’impegno economico, riorganizzare i debiti o sostituire il finanziamento con una soluzione più sostenibile.
Vediamo quali sono le possibilità previste.
Indice dei contenuti
- 1 Quando una rata del finanziamento è davvero troppo alta?
- 2 Quanto non deve superare la rata di un prestito?
- 3 Come abbassare la rata di un prestito?
- 4 Si può modificare una rata di un finanziamento?
- 5 Quando conviene rinegoziare un finanziamento?
- 6 Se hai uno stipendio o una pensione, la cessione del quinto può aiutarti a ridurre la rata
- 7 Cosa fare se non riesci più a pagare le rate
- 8 Conclusioni
- 9 FAQ
Quando una rata del finanziamento è davvero troppo alta?
Non esiste una soglia stabilita dalla legge oltre la quale una rata diventa automaticamente “troppo alta”.
Le banche e le finanziarie, prima di concedere un prestito, effettuano una valutazione della capacità di rimborso del richiedente, considerando:
- reddito netto;
- contratto di lavoro;
- pensione;
- altri finanziamenti in corso;
- spese ricorrenti;
- composizione del nucleo familiare.
In pratica, una rata è eccessiva quando compromette la normale gestione delle spese quotidiane oppure rende difficile rispettare puntualmente le scadenze.
Tra i principali segnali troviamo:
- difficoltà ad arrivare a fine mese;
- utilizzo costante del fido bancario;
- ricorso a nuovi prestiti per pagare quelli esistenti;
- ritardi nei pagamenti;
- impossibilità di affrontare spese impreviste.
Intervenire tempestivamente è sempre preferibile rispetto ad attendere l’accumularsi delle difficoltà.
Quanto non deve superare la rata di un prestito?
Questa è una delle domande più frequenti.
Non esiste una percentuale imposta dalla normativa, ma nel settore del credito viene generalmente considerato prudente mantenere l’insieme delle rate entro circa il 30-35% del reddito netto mensile, anche se la valutazione varia da intermediario a intermediario.
Ad esempio:
| Reddito netto | Rata generalmente sostenibile |
|---|---|
| 1.300 € | fino a circa 390-450 € |
| 1.700 € | fino a circa 510-595 € |
| 2.200 € | fino a circa 660-770 € |
Naturalmente ogni situazione viene valutata singolarmente.
Per alcune forme di finanziamento, come la cessione del quinto dello stipendio o della pensione, il limite massimo della rata è invece determinato dalla legge e non può superare un quinto della retribuzione o della pensione netta cedibile.
Come abbassare la rata di un prestito?
Le possibilità dipendono dal tipo di contratto sottoscritto e dalla situazione economica del debitore.
Le soluzioni più comuni sono diverse.
Chiedere la rinegoziazione del finanziamento
La banca o la finanziaria possono accettare di modificare alcune condizioni del contratto.
Ad esempio:
- allungare la durata;
- rivedere il tasso, quando possibile;
- ridefinire il piano di ammortamento.
L’allungamento del finanziamento comporta generalmente una rata più bassa, ma un costo complessivo degli interessi maggiore.
Valutare il rifinanziamento
In alcuni casi è possibile estinguere il vecchio prestito con uno nuovo che presenti condizioni economiche più favorevoli.
Può essere una soluzione interessante soprattutto se:
- i tassi di mercato sono diminuiti;
- la propria situazione reddituale è migliorata;
- si desidera modificare durata e importo della rata.
Consolidare più finanziamenti
Quando sono presenti più prestiti contemporaneamente, può risultare conveniente riunirli in un’unica operazione.
Il consolidamento debiti consente normalmente di ottenere:
- una sola rata mensile;
- una sola scadenza;
- una gestione più semplice del bilancio familiare;
- una rata spesso inferiore alla somma delle precedenti, grazie all’allungamento della durata.
Naturalmente il costo totale dell’operazione deve essere valutato con attenzione.
Si può modificare una rata di un finanziamento?
Dipende dal contratto.
Alcuni prestiti prevedono clausole di flessibilità che consentono di:
- diminuire temporaneamente la rata;
- posticipare una scadenza (salto rata);
- modificare la durata del finanziamento.
Queste possibilità non sono però presenti in tutti i prodotti e, nella maggior parte dei casi, richiedono che il cliente sia sempre stato regolare nei pagamenti.
Se il contratto non prevede tali opzioni, occorre richiedere una rinegoziazione oppure valutare una nuova operazione di finanziamento.
Quando conviene rinegoziare un finanziamento?
La rinegoziazione può essere una buona soluzione quando:
- il reddito è diminuito;
- sono aumentate le spese familiari;
- sono presenti più finanziamenti contemporaneamente;
- si vuole evitare il rischio di insolvenza;
- si desidera recuperare maggiore liquidità mensile.
È consigliabile muoversi prima che si verifichino ritardi nei pagamenti.
Una storia creditizia regolare aumenta infatti le possibilità che l’intermediario accolga la richiesta.
Se hai uno stipendio o una pensione, la cessione del quinto può aiutarti a ridurre la rata
Per lavoratori dipendenti e pensionati, una delle soluzioni che può essere valutata è la cessione del quinto.
In presenza dei requisiti previsti, questa forma di finanziamento può essere utilizzata anche per:
- estinguere prestiti personali;
- consolidare più finanziamenti;
- ottenere una rata più sostenibile;
- semplificare la gestione dei pagamenti.
Uno degli aspetti distintivi della cessione del quinto è che la rata viene trattenuta direttamente in busta paga o sulla pensione e non può superare il limite previsto dalla normativa, contribuendo a mantenere l’impegno economico entro parametri prestabiliti.
Naturalmente la convenienza dell’operazione va valutata caso per caso, considerando il debito residuo, la durata e il costo complessivo del nuovo finanziamento.
Cosa fare se non riesci più a pagare le rate
Ignorare il problema è quasi sempre la scelta peggiore.
Se inizi ad avere difficoltà:
- verifica il tuo bilancio familiare;
- contatta subito la banca o la finanziaria;
- evita di accumulare ulteriori prestiti senza una strategia;
- valuta una rinegoziazione;
- se hai i requisiti, richiedi una consulenza per verificare la possibilità di un consolidamento tramite cessione del quinto;
- nelle situazioni di grave sovraindebitamento, informati sulle procedure previste dalla normativa vigente.
Intervenire tempestivamente permette spesso di trovare una soluzione prima che la situazione diventi più complessa.
Conclusioni
Avere una rata del prestito troppo alta non significa necessariamente trovarsi in una situazione senza via d’uscita. Esistono diversi strumenti che possono aiutare a rendere il finanziamento più sostenibile, dalla rinegoziazione al rifinanziamento, fino al consolidamento dei debiti.
Per chi percepisce uno stipendio o una pensione e possiede i requisiti richiesti, la cessione del quinto rappresenta spesso una soluzione da valutare con attenzione, soprattutto quando l’obiettivo è ridurre l’importo della rata mensile e semplificare la gestione delle proprie uscite.
Prima di prendere qualsiasi decisione è sempre consigliabile confrontare le diverse opzioni disponibili e richiedere una consulenza personalizzata, così da individuare la soluzione più adatta alla propria situazione economica.
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FAQ
Sì. A seconda del contratto puoi richiedere una rinegoziazione, un rifinanziamento oppure valutare un consolidamento dei debiti. Se sei un lavoratore dipendente o un pensionato, anche la cessione del quinto può rappresentare una soluzione.
In alcuni casi sì. Alcuni finanziamenti prevedono clausole di flessibilità, mentre in altri è necessario concordare una modifica con la banca o stipulare un nuovo finanziamento.
Quando il reddito diminuisce, aumentano le spese familiari oppure la rata è diventata difficile da sostenere. È preferibile intervenire prima che si accumulino ritardi nei pagamenti.
Non esiste un limite di legge per i prestiti personali. In linea generale, gli istituti di credito tendono a considerare sostenibile un’incidenza complessiva delle rate intorno al 30-35% del reddito netto, salvo valutazioni specifiche.
Sì. In presenza dei requisiti previsti, può essere utilizzata per estinguere finanziamenti esistenti e sostituirli con un’unica rata, entro i limiti consentiti dalla normativa.




